Helen Mirren e la vera storia di Maria Altmann in Woman in Gold

Woman in Gold
Poter vedere un film e sapere che è tratto da una storia vera fa sicuramente il suo effetto, se poi a raccontarla è la meravigliosa e talentuosa Helen Mirren allora penso che valga ancora di più la pena spendere un po’ del nostro tempo per farcelo raccontare.

Questa è la storia di Maria Altmann (interpretata appunto da Helen Mirrer) e della sua battaglia legale contro il governo austriaco durata ben 10 anni per ritornare in possesso di uno dei dipinti di famiglia, confiscato dai Nazisti a Vienna, all’alba della seconda guerra mondiale.
Uno dei più affascinanti e conturbanti che Gustav Klimt abbia mai creato, ossia La Dama in Oro , che raffigura sua zia Adele Boch-Bauer.

Mirrer e Reynolds in una scena

Mirrer e Reynolds in una scena

Ma è anche la storia di una donna che attraverso questa battaglia e grazie all’aiuto del suo avvocato, Randy Schoenberg ,interpretato nella pellicola da Ryan Reynolds, fa riemergere le sofferenze dell’Olocausto e la crudeltà di questo terribile periodo, attraverso un altro punto di vista che non sia per forza un campo di battaglia o un campo di concentramento.

Maria infatti era Viennese di nascita e di religione Ebraica ma fu anche Americana di adozione in quanto costretta a fuggire ed abbandonare i suoi genitori, sua zia Adele e gli amici ad infausto destino a causa del Nazismo sempre più presente e prepotente nel suo paese.

Ha combattuto per un quadro dall’immenso valore economico, ma che per lei si trattava soprattutto di un ricordo, cui teneva profondamente.
Voleva giustizia, voleva dare voce al dolore e alla sofferenza che aveva patito tanti anni addietro, voleva quindi come ci suggerisce il trailer, che invito a guardare, quello che le apparteneva di diritto!

Ma Woman in Gold non ci descrive solo la voglia di riscatto di una donna che ha dovuto fare i conti con il proprio passato,  Simon Curtis, il regista del film, attraverso la figura di Maria ci permette di conoscere altri tipi di vittime del Nazismo, alle quali attraverso le opere d’arte ed i beni personali, rubati, confiscati e poi scambiati e venduti al mercato nero , è stato tolto tutto, compresa la dignità ed i ricordi.

Non aggiungo altro consiglio solo di andare al cinema dal 15 Ottobre e ringrazio la Eagle Pictures (casa di distribuzione della pellicola) che è riuscita a portarlo nelle sale italiane.